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In ogni caso, ritrovamenti di materiali datati all'età del borzo recente e finale (XIII-X   secolo a.C.) nel territorio di Ostia e dell'attuale Acilia (antica Ficana),   testimoniano come la zona della foce del Tevere fosse abitata in tempi   remoti. E' certo, comunque, il ruolo di primo piano che Ostia ha ricoperto   nella storia di Roma dal punto di vista logistico e militare. Porta del   Tevere, per molti secoli via di comunicazione primaria, e porta del   Tirreno, che ha sempre avuto un'importanza fondamentale per la politica   commerciale e militare romana.

E proprio la sua caratteristica di   città commerciale e di raccordo tra importantissime vie di comunicazione   (Tevere e Tirreno) con la capitale del mondo antico, ha fatto sì che Ostia,   inizialmente al pari e forse anche più della stessa Roma, fosse una città   cosmopolita, dove al suo interno convivevano razze e culture differenti. I suoi   abitanti erano, a seconda della professione, raggruppati in sodalizi, con lingue   e religioni differenti. Ne sono testimonianza i templi dedicati oltre che a   divinità locali, a Mitra (persiana), Cibele (frigia), Iside (egiziana). Recente   è anche la scoperta di una sinagoga. Nel secondo secolo a.C. si comincio ad edificare fuori dal castrum, e dopo che Mario   la saccheggiò durante la guerra civile, Ostia fu dotata da Silla di ampie mura,   per consentire un maggiore e più florido sviluppo. Il vero porto di Ostia fu   quello costruito da Claudio, nei pressi dell'attuale aeroporto internazione di   Fiumicino, più tardi ampliato da Traiano con lo splendido bacino esagonale   scavato nel retroterra. Ostia fu quindi il centro di smistamento dei beni   commerciali diretti a Roma, e la città crebbe in ricchezza e prestigio, fino a   toccare il culmine con la ristrutturazione urbanistica di Adriano, quando   contava oltre 100000 abitanti. Dopo   l'autonomia amministrativa concessa da Costantino, Ostia inizia il suo declino, parallelo alla rovina di Roma, subisce le incursioni dei Visigoti di Alarico e   dopo un momentaneo risveglio sotto il regno di Teodorico, le sorti negative di   Roma e le incursioni barbariche portarono al suo abbandono.

Rimasero soltanto le imponenti   rovine, ben presto interrate. Gregorio IV, nel IX secolo d.C., costruì un centro abitato, chiamato Gregoriopoli,   nel luogo dove il Tevere effettuava un ampia curva prima di gettarsi nel   Tirreno. Una posizione strategicamente molto importante, che nei secoli   successivi porto alla costruzione della torre cilindrica ad opera di   Martino V e successivamente al bellissimo castello di Giulio II (XV   secolo), uno dei primi esempi di architettura militare moderna. Intanto,   dell'antica Ostia, totalmente interrate, si erano perse le tracce. L'unica   costruzione che rimase sempre visibile fu il Capitolium, tasformato in   ovile e chiamato "la casa rossa", in virtù dei suoi laterizi.

Gli scavi di Ostia Antica   inziarono ad inizio del 1800, sotto Pio VII, proseguirono con Pio IX e nel 1909,   con il Vaglieri prima e Paribeni e Calza poi, iniziarono in maniera continuativa   e con metodo scientifico. Oggi si scava   ancora, ma molto è già stato fatto, e l'antica Ostia riappare agli occhi del   visitatore moderno. E', probabilmente dopo Pompei, il miglior esempio di città   di epoca romana giunto fino a noi.

(tratto dal sito www.ostiaantica.net)

     
 
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